Giro del Sirente (8-9-07)
Settembre 18th, 2007 Posted in Mountain Bike
E’ appena passata la prima settimana di lavoro dopo le ferie, è sabato, che facciamo ce ne stiamo tranquilli a casa, riordiniamo le cose, ci occupiamo delle faccende domestiche, NOOO MAI, andiamo in mountain bike, anzi andiamo in mtb con il gruppo dei Magnifici 4 (Carlo, Claudio, Paolo Roberto), che vul dire alzataccia, giro a dir poco impegnativo…. ma sicuramente molto molto bello.
Il programma è :
- Il giro del monte Sirente
- Lunghezza 62 Km
- Dislivello 1520 m.
- Quota massima 1560 m.
- Sterrato 95 %
Appuntamento ore 8.00 presso il parcheggio della Metro alla Rustica, tutti puntualissimi siamo io, Carlo, Claudio, Roberto, Paolo e Marcello.
Prendiamo l’autostrada A24 per uscire a Celano (AQ), dal casello raggiungiamo il paesino di Collarmele, dove lasciamo le macchine nel parcheggio dietro il cimitero.
Il percorso inizia subito con un facile sterrato che attraversa i campi coltivati, ma dopo pochi km si impenna con una pendenza vicina al 20% e a quasi 200 m. dalla fine di questa prima salita mi si infila la ruota davanti della bici in un canaletto, perdo aderenza, in sostanza non ce la faccio
e devo scendere e farla a piedi.
Arriviamo ad Aielli, ci fermiamo pochi minuti in un bar per un caffè, i Magnifici 4 bevono caffè come una ferrari beve benzina…. e riprendiamo subito una strada sterrata che salirà gradualmente per 9 Km fino a vado di Castello (1524m.); finchè la strada continua a passare attraverso i campi il fondo è ghiaioso ma compatto, non appena terminano i campi coltivati il fondo diventa meno scorrevole più sassoso con qualche canale ma sempre pedalabile.
Per arrivare in cima al vado bisogna infilarsi dentro una gola e percorrere un’ampia mulattiera aggrappata ad un fianco della montagna (M. Etra) che termina in piccolo anfiteatro, dove una serie di tornanti a U portano fino in cima al vado di Castello; le montagne intorno hanno un aspetto duro, con ripide pareti rocciose senza alcun albero e con un’unica vegetazione cresciuta sul fondo della gola.
Il tempo è splendido ideale per andare in mtb, c’è il sole con un leggerissimo vento da nord est che ha portato qualche nuvola ma ha reso l’aria fresca tersa e limpidissima.
In cima ci fermiamo per bere, mangiare qualcosa e mettere una maglia per proteggersi dal vento ma soprattutto per godersi il panorama con le montagne del gruppo del Sirente alle spalle e con la Conca del Fucino davanti a noi. Ripartiamo insieme a due mountain biker che stanno facendo un itinerario simile al nostro e attraversiamo tenendoci sulla sinistra i prati di S. Maria, che pur trovandosi a 1500 m sono secchi ed aridi dopo un’estate caldissima e povera di piogge, fino ad arrivare alla Bocchetta di vado del Popolo, punto più alto del giro con i suoi 1560 m.
Da qui sulla destra si potrebbe raggiungere con un percorso alpinistico le vette del gruppo del Sirente, mentre nella direzione opposta iniziano le Gole di Celano, una delle più belle passeggiate di trekking da fare nell’appennino centrale. Noi prendiamo la strada che porta tramite uno sterrato sassoso tutto in discesa fino alla Val d’Arano.
Finalmente un pò di discesa, da affontrare con la giusta velocità (tra i 20/30 Km orari) per divertirsi ma senza rischiare (troppo…) di spalmasi per terra.
Dalla Val d’Arano decidiamo di raggiungere Rovere attaversando (sulla destra) l’altopiano delle Rocche tramite un sentiero percorso dai cavalli al libero pascolo della zona. Se il panorama in cima era secco, qui è di un giallo quasi accecante sembra più che altro un immenso campo di grano appena tagliato nel Sud Italia e non un altopiano nel’appennino centrale a 1100 m. di quota.
Arrivati a Rovere il tempo si è fatto incerto, neri nuvoloni si sono raggruppati sopra il Sirente, quindi decidiamo di non fare il giro completo del gruppo del Sirente, ma di andare verso i Piani di Pezza, da qui a Ovindoli e poi Celano in modo tale da avere una via di ritorno più facile qualora si scatenasse il temporale.
Da Rovere in 4/5 km arriviamo ai Piani di Pezza che sono sempre molto belli completamente sovrastati dalle montagne del gruppo del Velino Campo Felice e della Magnolia, purtroppo alla fine della strada bianca carrozzabile, accanto al rifugio del Lupo, stanno costruendo un edificio, che presumo sia una struttura turistica per lo sci di fondo invernale, e temo che in inverno non sarà più possibile fare passeggiate o escursioni di sci di fondo senza pagare un assurdo ticket di ingresso; speriamo di no, vedremo.
Dai piani di Pezza, scendiamo per il vado di Ceraso ed arriviamo ad Ovindoli, e poi con10 km di strada asfaltata, tutta in discesa fino a Celano, da cui prendiamo un sentiero sulla sinistra usciti dal paese, subito dopo un ponticello.
Forse inizio a sentire sulle gambe i 50 km fino ad ora percorsi, ma il sentiero si dimostra molto più faticoso del previsto, con una lunga e ripida salita su un fondo difficile, misto di ghiaia, sabbia, serci, e canali profondi, scolpiti dalle ruote di qualche fuoristrada o moto da cross, ci ricongiungiamo con la strada percorsa all’andata poco sopra Aielli, da cui tra sali e scendi raggiungiamo le macchine a Collarmele. Alla fine pur non completando il giro del Sirente abbiamo pedalato per 66 Km con un dislivello (1560m.) maggiore a quello previsto di quello programmato.
In conclusione questo è giro lungo faticoso ma molto molto bello che si sviluppa in uno dei gruppi montuosi più belli e selvaggi dell’Appennino centrale.
Su questo link ci sono le foto del giro.
francesco
5 Responses to “Giro del Sirente (8-9-07)”
By Claudio on Set 20, 2007
Ora credo che il nostro amico Sbardellone dovrà tenere in considerazione anche la tua concorrenza …. non parlo di pedale ma ….di penna.
By moglie SVEVA on Set 20, 2007
Sulla riflessione iniziale riguardo al dubbio se restare a casa per faccende domestiche oppure andare in MTB mio marito risutlerà sicuramente simpatico a un lettore di sesso maschile ma certamente non a una lettrice coniugata almedno da tre anni…. comunque lo assolvo in qualità di moglie….. per il fatto che tornato dal giro del Sirente - in uno stato a dir poco preoccupante dato che era in un bagno di sudore provocato da un ritorno a casa in bici da via Flaminia Nuova (altezza Euclide) dove un compagno di MTB l’aveva scaricato … - ha mantenuto la promessa di portarmi in giro per Roma in occasione della notte bianca …. abbiamo camminato per 5 km fino alle tre di notte…. devo ammettere che al maritino non mancano di certo riserve di energia e che, finchè coltiva i suoi hobby nel rispetto degli impegni coniugali, andrà tutto OK (almeno penso) !!!! alla prossima
SVEVA (la moglie …. se non si è capito !)
By alessandro on Set 20, 2007
… noi lettori di questi entusiasmanti racconti d’avventura volevamo sapere che cosa succede a casa di SuperCiccio dopo le tre di notte …
By Карло on Set 20, 2007
Комплименти!
Эки делле востре импресе джунгоно персино нелла лонтана Мадре Руссия!
By admin on Set 20, 2007
Grazie Claudio, detto da te vale doppio! 1 volta sono uscito in bici con Graziano “Sbardellone” e non penso proprio che sentirà mail la mia concorrenza sul pedale !
Grazie moglie, miticaa, ma chi ce l’ha una moglie che loda pubblicamente le riserve di energia del marito
Grazie Ale, dopo le 3 di notte anche le riserve di energia finiscono….
Grazie Карло, Secondo me questo fantomatico RUSSO è uno con la panza, che non sa andare neanche sul triciclo…….!